10 consigli per fare marketing e avere più clienti (per fotografi e non solo) – 2a parte

2013

25

febbraio

La scorsa settimana ci siamo lasciati con i primi 5 consigli per fare buon marketing, sia che voi siate fotografi, grafici ma non solo. Vediamo gli altri passi fondamentali per intraprendere azioni sensate, semplici ma importanti per creare maggiore clientela per il nostro lavoro. 6. Non solo web, le persone esistono davvero. Ebbene si: il […]

A cura di: Max Furia | letto 4.113 volte

Max Furia

La scorsa settimana ci siamo lasciati con i primi 5 consigli per fare buon marketing, sia che voi siate fotografi, grafici ma non solo.
Vediamo gli altri passi fondamentali per intraprendere azioni sensate, semplici ma importanti per creare maggiore clientela per il nostro lavoro.

6. Non solo web, le persone esistono davvero.

Ebbene si: il web è un ottimo strumento ma poi le persone vanno incontrate nel mondo fisico.

È quindi importante creare occasioni per incontrare altra gente, per scambiare quattro chiacchiere dal vivo ma, soprattutto, per fare uscire le tue foto dal monitor e farle vedere stampate su un bel pannello o su una carta fine art, bella da vedere ma anche da sfiorare. È cosi che una bella foto vista sul tuo sito o su facebook diventa una cosa che qualcuno vorrebbe avere in casa sua o nel suo studio.

Come e cosa fare? Le possibilità sono infinite. Inizia con qualcosa di semplice e poco dispendioso. Un aperitivo organizzato nel locale di un amico dove fai vedere le tue foto esposte può essere un inizio ma puoi sbizzarrirti con iniziative di ogni genere. Spremiti le meningi! Se non lo farai tu lo farà qualcun altro.

 

7. Metadati!

Torniamo sul tecnico, perchè ci serve anche questo.

Sono circondato da fotografi che non hanno ancora capito che una foto ho dovrebbe chiamarsi DSC4815103. Come fai a ricordarti un nome del genere magari all’interno di un archivio pieno di “Nuova cartella”, “Nuova cartella1″, etc, etc…?

Le tue foto, visivamente, parlano attraverso il loro splendido contenuto. Devono parlare anche dal punto di vista dei dati che rappresentano. Il primo dato è il nome del file. Se, come me, utilizzi Lightroom allora considera attentamente le impostazioni di importazione.

Ma il nome, ovviamente, non è il solo dato importante. Ci sono i metadati, le parole chiave e il copyright. Tutte informazioni che consentono di “marchiare” le tue immagini con dati importanti sia per organizzare le foto ma anche per essere correttamente indicizzate dai motori di ricerca (ma anche di proteggerle da utilizzi non autorizzati).

Una volta un cliente mi ha chiamato perchè una mia foto (realizzata per la sua azienda) era meglio indicizzata del suo sito. Il che significa che saltava fuori prima nei risultati delle ricerche su Google. Non ho corrotto nessuno per ottenere questo risultato, ho solo fatto quello che ti ho appena spiegato.

 

8. Offri prodotti fotografici differenti

Non limitarti ai file digitali delle foto o alle stampe tradizionali. Proponi soluzioni differenti. Oggi ce ne sono tante: dalla personalizzazione di oggetti ai foto libri, dai calendari alle stampe di grande formato (le mie preferite!). Proponi soluzioni che creino ambiente con le tue foto e che facciano in modo che il tuo cliente le faccia vedere a qualcun altro. Non fermarti a quello che hai sempre fatto o che hanno sempre fatto tutti. Osa soluzioni differenti. Ti ho suggerito le stampe di grande formato perchè a me piace molto stampare le mie foto “in grande” ma grazie a questo ho scoperto che certe foto possono diventare un elemento distintivo di un ambiente, di uno studio professionale, di un’azienda o di un certo tipo di abitazioni. Se vuoi un consiglio fai un investimento e regala un paio di pannelli con le tue foto a chi ha un’attività. È un’ottima pubblicità.

Sperimenta materiali e formati. Ti stupirai nello scoprire quante soluzioni di stampa diverse esistono. Anche per le tende da esterni…. E non ti dico altro…

 

9. Se hai un negozio o uno studio, fatti trovare sulle mappe!

Forse alcuni ancora non lo sanno ma la maggior parte della gente non usa più le pagine gialle cartacee per trovare un professionista. Usa internet. Davvero!

Se hai un negozio o uno studio assicurati che Google sappia dove si trova. Per farlo registrati gratuitamente a Google Places. Ma questo non è ovviamente l’unico servizio che si occupa di visibilità del tuo business online. Esistono anche Yelp e Foursquare oltre che funzionalità avanzate dei social network che ti consentono di “rivendicare” l’indirizzo del tuo studio o attività sulle mappe online.

 

10. Ricordati dei tuoi clienti ed estimatori.

Una volta consegnato un lavori (o anche un regalo) non dimenticarti delle persone e del sostegno che ti hanno dato facendoti fare un lavoro o facendoti pubblicità (anche solo con il passa parola). Periodicamente manda a tutti loro (che siano 10 o 1000 non importa) una mail con una tua foto ed un pensiero. Fai la stessa cosa, se puoi, ai compleanni e in prossimità delle ricorrenze importanti (Natale, Pasqua, ferie, etc…).
Uno dei principi fondamentali della comunicazione è che se smettiamo di comunicare smettiamo di ricordare al mondo che esistiamo.
Smetti di comunicare e la gente smetterà di ricordarsi di te e del meraviglioso lavoro che fai.

 

In chiusura voglio ricordarti due principi che per me sono particolarmente importanti.
Il primo è porsi degli obbiettivi e usare la mente in modo creativo per conseguirli.
In un momento storico come questo sono convinto che le persone e i professionisti debbano imparare ad usare la propria mente in modo più efficiente (fa anche rima) portando tutta l’attenzione e l’energia sulle risorse piuttosto che sui problemi e sulle scuse.
La scusa dominante di questo periodo si chiama “crisi” ed è diventata la cantilena che usano moltissimi per dire che hanno paura di investire, di spendere, di fare e di muovere le rotelle per trovare vie alternative ed etiche per lavorare. Non voglio sminuire le difficoltà che molti, moltissimi stanno sperimentando e vivendo realmente, sia ben chiaro. Lungi da me e massima solidarietà per chi sta combattendo le proprie battaglie quotidiane.

E’ però altrettanto vero che la nostra mente è uno strumento potente e stupefacente, se solo impariamo ad usarla. Immaginare le cose che vogliamo (i nostri obbiettivi) in modi dettagliato, preciso e positivo attiva risorse interne ed esterne insospettabili. Non parlo del pensiero positivo spicciolo o dell’immaginazione creativa da due soldi. Dico semmai che dobbiamo imparare ad usare la volontà per rimanere focalizzati su ciò che vogliamo ottenere anziché sabotare la nostra riuscita con pensieri contraddittori o alimentando l’idea di una crisi che non passerà, nè grazie ai governi nè grazie ai Maya.

La crisi non passerà, la crisi è diventata il nuovo sistema economico con il quale dobbiamo ragionare e che dobbiamo ricostruire grazie a comportamenti e pensieri coerenti, smettendo di dare la colpa allo stato o alla congiuntura. L’unico modo per uscire dalla crisi è che le persone si attivino e si diano da fare. Mettendo insieme le forze, se serve (e spesso serve). Smettendo di coltivare ognuno l proprio orticello e cercando di collaborare di più tra colleghi.

Ci sono persone che continuano a dire “aspetto che passi la crisi per fare nuovi investimenti”. È come dire che aspettiamo che passi l’inverno per uscire di casa. Così si rischia di morie di fame.

Bisogna avere il coraggio di intraprendere strade nuove e più creative, che abbiano anche lo scopo di produrre benessere per gli altri, non solo per noi.

Fare bene il nostro lavoro, con etica e sincerità è il primo importante passo.

Il secondo principio si chiama “gratitudine” o riconoscenza.

Ogni volta che qualcuno compra un mio ebook o video corso, ogni volta che un cliente mi affida un lavoro nuovo oppure ottengo un risultato non mi dimentico mai di essere grato per quelli che ho ottenuto. Sono grato alle persone ma anche all’energia intelligente che ha assecondato i miei desideri aiutandomi a combinare forze visibili e invisibili per far succedere le cose.

Non voglio passare per mistico ma vivere con gratitudine per quello che si ha permette di sentirsi soddisfatti dei risultati raggiunti.
Al contrario essere perennemente insoddisfatti e non riconoscere ciò che di buono si è fatto ci mette in condizione di vivere in continuo stato di frustrazione.

L’atteggiamento fa la differenza.
Cambiare atteggiamento cambia il nostro modo di fare, le azioni che compiamo e il come le compiamo. Di conseguenza cambia i risultati che abbiamo.
Non vi chiedo di essere d’accordo con me (molti preferiranno non esserlo) ma vi chiedo: è possibile cambiare atteggiamento e provare strade diverse da quelle che abbiamo già sperimentato?

A voi la risposta.

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