Gamma tonale e gamma dinamica: ecco la differenza

2012

28

marzo

In commento ad uno degli ultimi video tutorial che ho fatto su Lightroom l’amico Stefano Vigneri mi chiede: “Ho una domanda che desideravo farti già dal tutorial precedente: non mi è ben chiara la differenza tra “bianchi” e “luci” e tra “neri” e “ombre” nel nuovo Lightroom 4.. Non agiscono entrambi sulle luci ed ombre dell’istogramma?” Approfitto […]

A cura di: Max Furia | letto 9.969 volte

Max Furia

In commento ad uno degli ultimi video tutorial che ho fatto su Lightroom l’amico Stefano Vigneri mi chiede: “Ho una domanda che desideravo farti già dal tutorial precedente: non mi è ben chiara la differenza tra “bianchi” e “luci” e tra “neri” e “ombre” nel nuovo Lightroom 4.. Non agiscono entrambi sulle luci ed ombre dell’istogramma?”
Approfitto della sua domanda per approfondire il tema e dare più chiarezza all’argomento. O, quanto meno, ci provo.

Mi scusino i più esperti se banalizzo un po’ i concetti.

In un’immagine sono presenti due elementi generali e fondamentali allo stesso tempo: i colori e la luce.
Uno è derivazione dell’altro. Nel senso che il colore è un’emanazione della luce, una frequenza particolare che viene restituita dagli oggetti illuminati.
In assenza di luce, infatti, non percepiamo i colori.

Abbiamo quindi a disposizione due parametri che meglio definiscono colori e luce all’interno delle nostre foto: la gamma tonale e la gamma dinamica.
Se vogliamo descrivere la quantità e qualità delle sfumature di colori presente nelle nostre immagini parleremo di gamma tonale.
Se, invece, vogliamo descrivere i livelli di luminosità allora parliamo di gamma dinamica.

Quando scattiamo una foto, nel display della nostra macchina fotografica digitale compare (o possiamo far apparire a nostro piacimento) l’istogramma che descrive l’andamento della luce catturata dal sensore.
Come abbiamo più volte detto l’istogramma descrive la presenza della luce da sinistra a destra.
Questo strano disegno riporta nella sua parte sinistra le ombre. All’estrema destra le luci mentre in mezzo i cosiddetti toni di mezzo (o mezzi toni).

Ovviamente è possibile “esplodere” l’istogramma per osservare l’andamento non solo della luce ma anche dei colori.
Sia nella nostra fotocamera che in Lightroom o Photoshop.

Quando lavoriamo sulla gamma dinamica con i controlli di Lightroom (ma anche in Camera Raw o Photoshop) lavoriamo sulle ombre, luci e mezzi toni.
Leggermente diverso è il lavoro che facciamo quando lavoriamo sui bianchi e sui neri.
E’ vero che nelle luci ci sono anche i colori che tendono al bianco e nelle ombre quelli che tendono al nero ma, in questo caso lavoriamo su due valori che ci consentono di rendere il bianco “più bianco” ed il nero “più nero”, se mi passate ancora una volta la banalizzazione.
In qualche modo con i controlli del bianco e del nero riusciamo ad aumentare la forza del bianco e del nero.
Sono controlli di finitura per cui se esageriamo rischiamo di chiudere ulteriormente delle ombre o di rendere completamente bruciate le luci. Andrebbero, in teoria, utilizzati per “recuperare” dettagli all’intero di questi due estremi.
Non a caso questi controlli hanno sostituito pari-pari il vecchi cursori “recupero” e “luce di schiarita”, presenti anche su Camera Raw .
Inoltre siccome bianco e nero sono gli estremi di una scala tonale in mezzo alla quale possono esserci infinite tonatlià di grigio, quando spostiamo quei cursori in Lightroom stiamo lavorando sul contrasto seppure in modo molto diverso da quanto avviene con le curve, ad esempio.

Questo ha impatto sull’istogramma?
Certo che si. Ogni lavorazione che facciamo sull’immagine cambia l’istogramma.
Lavorando sui bianchi e sui neri ci consentiamo di recuperare o chiudere dettagli all’interno delle ombre o delle luci che, in maniera più grossolana (come avveniva nelle precedenti versioni) non potevamo fare.

Questo genere di controlli ci permette di gestire sia la gamma tonale che quella dinamica con molta più energia di quanto abbiamo potuto fare prima.
Spero di esservi stato utile.

PS. Pensieri positivi e Chihuahua a tutti ;-)

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Commenti

  1. raffaele

    Articolo utilissimo. Mi sa dire se all’ aumentare delle dimensioni del sensore e dei megapixel dello stesso è corretto dire che abbiamo una gamma tonale e una gamma dinamica superiore a formati più piccoli ?
    grazie

    1. Max FuriaMax Furia

      Posso darti due risposte. La prima, un po’ approssimativa è: sì. Più il sensore è potente più le due gamme aumentano.
      La seconda, un po’ più precisa è: dipende dalle caratteristiche del sensore. Non basta che il sensore sia “grosso” o con tanti Mpx, ci vuole anche un sensore “sensibile”. In generale è quello che su cui stanno puntando i produttori nelle ultime generazioni di fotocamere di fascia medio alta.

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