Tony Sleep: “sono un fotografo e non lavoro gratis” – critica spietata e vera per riflettere e far riflettere

2011

29

agosto

Il post è del 27 di agosto ma sta facendo rapidamente il giro del mondo tramite blog e social network. Si tratta di un articolo pubblicato da Tony Sleep, fotografo inglese, che affronta in modo duro e diretto il problema di quanti ti chiedono di lavorare “a costo zero” perchè “non hanno budget per le foto” […]

A cura di: Max Furia | letto 60.365 volte

Max Furia

Il post è del 27 di agosto ma sta facendo rapidamente il giro del mondo tramite blog e social network.
Si tratta di un articolo pubblicato da Tony Sleep, fotografo inglese, che affronta in modo duro e diretto il problema di quanti ti chiedono di lavorare “a costo zero” perchè “non hanno budget per le foto” oppure ti concedono il favore e l’oonore di “mettere il tuo logo” da qualche parte così “ti fai un po’ di pubblicità”.

L’articolo originale si intitola “We have no budget for Photos” e lo trovate nel suo blog in lingua inglese. Riportiamo la traduzione.

We Have No Budget for Photos

di Tony Sleep

Ogni settimana, ricevo in media un paio di proposte di lavoro da parte di gente che “non ha soldi” per pagare le mie foto. Case editrici, riviste, giornali, organizzazioni, aziende affermate o appena avviate: tutti pensano che la fotografia non costi niente, o peggio che mi stiano facendo un favore ad offrirmi di pubblicare il mio lavoro offrendo come compenso di aggiungere il mio nome qui o là.

Ho smesso di rispondere a queste richieste personalmente e linko semplicemente al seguente testo.

Allora, mettiamo le cose in chiaro. “Non abbiamo un budget per le fotografie” significa in realtà: “Pensiamo che i fotografi siano dei coglioni”.

Questa interpretazione potrà forse sembrarvi offensiva, ma possiamo facilmente verificarla con un esperimento: provate ad entrare in un ristorante della vostra città dicendo garbatamente “vorrei mangiare qui, ma non ho previsto un budget per pagarvi”. Aggiungere che in cambio farete pubblicità presso tutti i vostri amici non impedirà al proprietario di sbattervi cortesemente fuori a calci.

Ora, immaginate di essere voi stessi i proprietari di un ristorante dove la maggior parte degli avventori provano a cenare gratis con questa tecnica. La risposta è NO, volendo essere esageratamente gentili.

E se in realtà “non abbiamo un budget” era solo una strategia per tastare il terreno, la risposta è sempre e comunque NO. Non voglio avere niente a che fare con degli avidi opportunisti che vorrebbero imbastire una relazione professionale mentendo sin dall’inizio. Avete già dimostrato di non meritare fiducia, dunque mi date anche ragione di pensare che non sarete onesti sullo sfruttamento delle immagini e che comunque farete di tutto per non pagare un euro.

Se invece siete di quelli che promettono un sacco di lavoro meglio pagato più avanti se io accetto di aiutarvi a costo zero adesso, ottimo, ci sto, offritemi un contratto. Altrimenti per quanto mi riguarda le vostre sono tutte stronzate e la risposta è NO.

Anche perché, vedete, non me ne frega niente di “farmi conoscere” regalandovi il mio lavoro. Quello che voglio è invece un rapporto professionale di mutua collaborazione e beneficio. Da parte mia cerco di offrire la massima onestà ed integrità professionale e mi aspetto che i miei clienti facciano lo stesso con me. “Farsi conoscere” è la naturale conseguenza di un lavoro ben fatto, non un mezzo per ottenere qualcosa e lo stesso vale per il mio nome pubblicato insieme al mio lavoro: è una prassi, nonché indice di correttezza. Al contrario, di guadagnarmi applausi lavorando come un dilettante non me ne frega niente. Se avere un prodotto gratis è più importante di avere un prodotto di qualità, chiedete pure a qualcun altro.

Come la maggior parte delle persone, anch’io lavoro per pagarmi le bollette e mandare avanti la mia professione e la mia famiglia. Il fatto che io ami quello che faccio è semplicemente la ragione per cui sono quarant’anni che mi impegno al massimo nonostante le difficoltà: se pensate di avere il diritto di mancare di rispetto alla mia professionalità in virtù di questo, vi sbagliate di grosso.

Perciò non vi sorprendete se scelgo di non aiutare dei parassiti che guadagnano, o pretendono di farlo, sfruttando il lavoro dei fotografi – e anche il mio – fino al midollo. Con alcune rare eccezioni (piccole associazioni veramente no profit, mandate avanti da volontari) sono io che questa volta non ho previsto un budget per rendere le imprese degli altri più redditizie: già far quadrare i miei bilanci non è cosa da poco, vista anche questa recente tendenza a far passare lo “sfruttamento” come “un’incredibile opportunità”.

Il mio sostegno lo garantisco volentieri quando posso, attraverso piccole donazioni ad organizzazioni che ritengo di voler aiutare o semplicemente offrendo un pranzo ad un senzatetto. Vi assicuro inoltre che quando lavoro per onlus e associazioni, lo faccio a tassi agevolati. Penso di essere una persona onesta, generosa e gentile, ma mi sento di non fare l’elemosina a degli accattoni stipendiati che mi chiedono di riempirgli le tasche con soldi a manciate. Mi fanno incazzare. Specialmente quando mi insultano dicendo che si, il mio è proprio un bel lavoro, però non lo pagherebbero un cent.

Ho avuto delle conversazioni esilaranti con un sacco di gente che, a quanto pare, pensa che delle buone immagini siano solo il frutto di circostanze fortunate e che dunque sia loro diritto averle a costo zero, semplicemente perché gli elettroni non hanno ancora un preciso valore di mercato. Come la volta in cui incontrai la manager di un’importante organizzazione inglese (con un utile dichiarato di oltre 3 milioni di sterline). La signora mi spiegava quanto tenesse a pubblicare più foto possibile sul sito internet del gruppo di cui era a capo: i visitatori le trovavano infatti più efficaci ed immediate dei testi (prodotti per altro da uno specifico team di scrittori retribuiti). Dunque l’importanza delle foto era fuori discussione. Ma, forse, sarebbe stato anche il caso di pagarle: magari usando una parte del budget annuo di 160.000 sterline che la suddetta organizzazione destinava ai contenuti web (di nuovo, ho controllato le cifre dichiarate, disponibili online). La signora proprio non riusciva a capire che la foto che aveva davanti e che avrebbe tanto voluto pubblicare esisteva solo perché io avevo investito tempo, denaro e lavoro nel crearla. “Ma tutti i fotografi di solito sono ben felici di lasciarci pubblicare le loro immagini gratuitamente” mi spiegava. Non credo proprio lo siano, probabilmente hanno solo omesso di dare un’occhiata alle solite cifre che dicevo sopra: se lo avessero fatto si sarebbero accorti che lei guadagnava qualcosa come 66.000 sterline l’anno (circa €74.000 al cambio attuale, ndr) – giusto qualche soldo in più della retribuzione zero che invece offriva in cambio delle immagini.

E’ chiaro che soltanto i fotografi amatoriali possono permettersi di fornire servizi senza ricevere un compenso: la fotografia non è per loro una fonte di reddito. Fanno altri lavori, hanno una pensione, guadagnano in altro modo, sono dei romantici con tendenze suicide – non mi interessa. Io no. L’atteggiamento di far guerra ai professionisti per farsi belli è profondamente egoista e ha conseguenze disastrose: distrugge la fotografia come mestiere, come rispettabile fonte di guadagno per la vita.

Ecco, questa è gente vanitosa e piena di sé e davvero si accontenta di lavorare in cambio del proprio nome scritto accanto ad un’immagine: se è tutto ciò che avete da offrire, chiamate pure uno di loro. In alternativa, avete a disposizione una folta schiera di studenti e neolaureati da sfruttare – sono disperati ed inesperti, vi consiglio di cogliere al volo la ghiotta occasione di risparmiare qualche soldo e peggiorare di un altro po’ le loro già precarie condizioni economiche.

Tutto questo significa che forse non riuscirete a procurarvi le immagini che volete a costo zero? Beh, benvenuti nel mondo, è dura. A me non danno certo macchine fotografiche, computer, programmi, benzina, una casa e da mangiare senza spendere un euro. La fotografia è facile ed economica no? Allora prendete una macchina fotografica e scattatevele da soli le vostre stupide foto.

E se dopo aver letto vi sentite offesi, probabilmente è perché almeno una volta, ci avete provato anche voi.

 Si ringrazia per la traduzione e l'ispirazione Agnese Morganti

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Commenti

  1. Matteo

    Tony… hai perfettamente ragione!!!
    Mi immedesimo in quello che scrivi pur non essendo un fotografo professionista, bensì un musicista che cerca di suonare nei locali. Sai quante volte hanno provato a farci suonare gratis, con la promessa che se le cose fossero andate bene avremmo avuto altre occasioni retribuite??? Ovviamente classiche promesse da marinaio!!! Non considerare il valore aggiunto del musicista/fotografo che indubbiamente incrementa l’appetibilità, e di conseguanza gli intoriti, del locale/rivista/sito/ecc… è scorretto!!! Ed io, per la gloria, con la falsa promessa non codificata in alcun contratto scritto, che qualche occasione futura e retribuita ci sarà di sicuro, devo stare in ballo 12 ore tra l’andare al locale, montare il palco, suonare, smontare e tornare a casa??? Ma per favore… la risposta è NO!!! E con questo voglio inviare un messaggio a tutti quei musicisti che suonano gratis: se non sei un ragazzino alle prime armi; se non suoni in una band alle prime armi (qualsiasi sia la tua età); se, soprattutto, hai rispetto per la musica quale arte che merita di essere riconosciuta e remunerata per l’impegno profuso… non accettare mai di suonare gratis!!! Così facendo, i tuoi soldi rimarranno nelle tasche dei proprietari dei locali ma, cosa più grave, gli stessi proprietari, sapendo che c’è un mercato di musicisti pronti al “sacrifico”, eviteranno di investire nella qualità di chi davvero meriterebbe la ribalta in nome di un risparmio/guadagno più facile!!! Pensateci bene!!!
    Grazie Tony per l’opportunità che mi ha dato di esprimere il mio pensiero!!!
    Matteo

    1. Daniele Serpi

      Anch’io sono un musicista professionista, e mi rispecchio pienamente nel pensiero del nostro amico fotografo.
      Proprio ieri ho ricevuto una proposta da una “famosissima” catena di alberghi di lusso (N.B.: mi hanno chiamato LORO, non sono andato io a propormi) chiedendomi di venire a suonare, però facendo “una prova” e offrendomi vitto e alloggio in mezza pensione, facendomi notare come un’offerta così sia assolutamente imperdibile…..
      al che ho risposto dicendo che rifiutavo categoricamente un’offerta che per me equivaleva ad un’offesa, poichè io non vado al supermercato a comprare un pacco di grissini “per prova offrendo il mio stomaco su cui alloggiare in mezza pensione”
      la loro risposta è stata:
      “Grazie sig Serpi della sua disponibilita’ ma l’attitudine professionale non rispecchia le caratteristiche di cui siamo in cerca per una continuita’ lavorativa stagionale. Nonostante la sua (nota referenza di link) personalmente la “sticaxxiprivilege” non la conosce e l’offerta delle camere piu mezza pensione e’ il massimo che possiamo offrire per la prova. Ritenuta nulla la sua proposta da parte dell’amministrazione e avendo piu’ nominativi a disposizione a prezzi e condizioni agevolati, preferiamo anbbandonare qualsiasi tipo di collaborazione.”

      dopo una risata di 5 minuti ho risposto (a nome della band che rappresento):
      “Ne prendiamo atto, tuttavia siamo assolutamente consapevoli del nostro valore artistico e professionale e come ogni professionista che si rispetti non siamo disposti ad una forma di collaborazione che per noi è assolutamente improponibile. Avete perso un’ occasione per avere dei professionisti presso la vostra struttura. Cordiali Saluti

      Ch

  2. Christian

    Beh, la stessa cosa vale anche per i giornalisti cosiddetti freelance che – se non proprio gratis – si adeguano a prendere delle cifre ridicoli per i loro articoli. In questo modo diventano un’arma nelle mani degli editori che non vedono l’ora di trovare nuovi schiavi da sfruttare per vedere riempite le pagine dei loro giornali. E la qualità – inutile dirlo – ne risente e non poco.

  3. Tony

    Da fotografo non posso che essere d’ accordo , sentirsi dire che : ” Tanto con la digitale non ti costa niente ” è diventata la prima frase che sento quando mi chiedono un preventivo .

  4. Pingback: No Budget, No Photos! Lo sfogo di Tony Sleep contro chi offre la gloria in cambio di compensi per le fotografie | Maxfear.it - Not Just Photography... Fotografia, Natura e News!

  5. francesca napoleoni

    Dico grazie a Tony Sleep. Perfettamente d’accordo. Ho iniziato la sua stessa battaglia già da qualche mese, rifiutando alcune “proposte indecenti” per farmi pubblicare ancora foto gratis o lasciare a qualche azienda di utilizzarle senza compenso alcuno. Sono mamma di due bimbe che hanno diritto di crescere e di avere quel minimo di necessità per vivere.

  6. V.

    Interessante come la traduzione aggiunga concetti e aggettivi e un tono di ulteriore amarezza che nel testo originale non sono presenti. Ma ahimè, è un vizio dei “traduttori” metterci del proprio.

    “If all this offends you, best stay away from mirrors too.”

    1. Theo+

      In generale hai ragione (riguardo alle traduzioni), ma direi che in questo caso non aggiunge ‘altra’ amarezza.. l’espressione inglese usata é molto amara di suo. Diciamo che la nostra estensione linguistica (italiano) ci permette di dare piu’ suono alle parole inglesi. Ma in sostanza ti assicuro che il significato é esattamente lo stesso, senza rafforzamenti. :)

  7. monica

    Solidale con te! Io sono un grafico editoriale e da quando è iniziata la crisi economica preferisco lavorare in un callcenter piuttosto che sputtanarmi il lavoro! Ai tuoi esempi di gentaglia aggiungerei quelli che “siccome sei bravo e non ci metti niente a fare il lavoro, perché mai chiedi così tanto…”

  8. Pingback: No Budget, No Photos! | Nikon News

  9. Gradoner

    BRAVO! E non c’ è niente da replicare. Io sono grafico ed è la stessa identica cosa. “Tanto che vi costa fare un logo o una grafica”. La gente pensa che i grafici si pagano da vivere con la creatività.

  10. Paola

    Come non condividere? Le varie prestazioni artistiche (fotogragia, grafica, disegno o altro) sono considerate “passatempi” non degni di essere retribuiti.
    Siamo ancora molto indietro come mentalità.

  11. Maxfotopro

    Quant’è vero tutto questo, pochi giorni fa chiacchierando con un mio collega ho detto esattamente le stesse cose. Non so quanto possa essere utile, ma di fatto qualcuno almeno ha avuto il coraggio di dirlo.

  12. lennaz

    senza offesa per nessuno, ma se avessi un budget per le foto, chiamerei richardson, hickey, sorrenti…
    non è un mero problema di prestazioni artistiche che non vogliono essere pagate… ma il valore che si danno a certe prestazioni artistiche

    1. Teo76

      @lennaz: un conto avere un budget da decine di migliaia di euro per il fotografo di gran grido, un conto poche centinaia per un lavoro ben fatto e fatturato

    2. Denis

      Beh allora immagino che anche il tuo di lavoro sia diciamo “a gratis” tanto qualunque lavoro tu faccia posso sempre dire “beh ma per quei soldi trovo certamente qualcuno + bravo” (è una logica perversa che come vedi ti si può ritorcere contro)…

  13. rino

    sei veramente uno con i (c… OO) bravo… giornalmente dico le “stesse cose” a quelli che mi chiedono le “stesse cose” che dicono a te… campi simili ma uguali nelle richieste, sono un grafico considerato CARO (nei prezzi che chiedo), per loro sarei sempre troppo CARO, visto che non vorrebbero spendere nulla… che poi le cose che fanno loro le vendono e incassano… vai a chiedere se ti regalano un libro o una pubblicazione

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  15. Andrea

    Hai perfettamente ragione. Io sono cinque anni che lavoro in queste condizioni e mi sono accorto tardi dell’errore che stavo facendo. Adesso mi trovo a lottare per far valere quello che faccio. Grazie per quello che hai scritto: spero che la gente si renda conto di quello che vale e non si svenda inutilmente.

    1. francesco sabba

      Andrea, se sono 5 anni che lavori in queste condizioni, non lavori. Perché mantenere un attività costa uno sproposito di tasse. Oppure fai in nero e regali le foto. Ma non ti biasimo, perché la fotografia è un hobby e pure cheap. E voglio vedere chi mi smentisce

      1. fabrizio bottaro

        Francesco, senza voler fare polemica, ti smentisco volentieri, almeno sul cheap. Se vuoi fare porcate nessun problema, ma se desideri avere un approccio, non dico professionale, ma almeno un po evoluto i costi non sono proprio irrisori. A meno che non guadagni più di 2000 euro al mese, allora, te lo riconosco, è una spesa affrontabile serenamente.

  16. Barbara

    Condivido l’articolo di Tony e i tanti commenti!
    Purtroppo oggi questa “pratica” è molto diffusa tra le aziende a scapito di tanti professionisti nel campo della creatività (fotografi, designer, grafici, coopywriter, web designer….).
    Con la scusa della crisi e dei budget ridotti, e con l’uso dello specchietto per le allodole “se fai questo gratis (e bene) poi ti diamo tanto altro lavoro” oppure con frasi del tipo “guarda…è un onore per te “creare” qualcosa per una azienda famosa come la nostra”….non fanno altro che sfruttare il lavoro. Secondo me ogni lavoro deve essere sempre valorizzato e pagato…e soprattutto rispettato.
    Altra pratica molto diffusa oggi è indire “concorsi” per farsi realizzare loghi o per farsi dare idee creative per il proprio brand….in stile social, tutti possono contribuire, proporre, partecipare,…si va bene, ok…ma secondo me il valore dovrebbe essere più alto di un semplice “scambio merce”.
    Ieri mi sono imbattuta nel concorso indetto dalla ZeroRh+ azienda leader nella commercializzazione di occhiali sportivi…
    Disegna il nuovo marchio ZeroRH+ e vinci un occhiale, un giaccone e una giornata nel reparto corse del team motogp honda!
    ZeroRH+ NEEDS YOUR BLOOD!…recita lo slogan del concorso….e direi che è proprio il caso di dirlo…le aziende che si comportano così sono dei vampiri :)
    http://www.facebook.com/Zerorh.TheLookOfSport?sk=wall

  17. gianni

    Beh, FANTASTICO!!! Che dire??!!
    Io sono un modello e devo dire che purtropo a me succede continuamente che in cambio delle foto io debba posare gratis… Anche questo NON è giusto….

  18. Pingback: Tony Sleep, critica dura, e giusta, di un professionista | Indeed blog

  19. francesco sabba

    Caro Tony Sleep. Mi sembra che tu stia dicendo una miriade di stronzate. Vuoi forse che la gente butti via il suo nuovo smartphone della mela, con istagram, perché deve pensare che solo tu puoi far foto? Caro Tony, ben venuto nell’ITALIA mondiale, dove tutto è inutile, il bello è un lusso, e prima arrivano i soldi poi l’arte. Se sei così tanto artista e serio e valido come dici, non ti lamentare, tira la cinghia e continua a portare avanti la fotografia. Perché la fotografia non è un diritto. E’ prima di tutto una passione, poi al giorno d’oggi una missione, e rarissimamente un bussiness. E te lo puo dire anche gente che pubblica per il Times o il national geo. Eppure c’è ,ed è strabiliante come la tecnologia industriale sposata con l’arte, offra immagini incredibili al giorno d’oggi. Buona fortuna amico. Credici

    1. David Montenegro

      è arrivato il guru della situazione, quello che nelle discussioni commenta come se la sapesse più lunga degli altri e finisce per spararla grossa.
      qualsiasi trasporto personale si possa avere per una disciplina non è una questione che riguarda il committente; se si viene contattati per fare per terzi quello che piace fare (suonare, fotografare, disegnare, progettare, scrivere, …) c’è già un riconoscimento di merito al quale dovrebbe corrispondere un riconoscimento economico congruo al valore aggiunto apportato.
      Tira la cinghia e continua a sopportare? La fotografia non è un diritto?
      Da come parli non solo pare che tu sia estraneo alle problematiche di cui si discute, ma non hai capito niente di quello che dice.
      Acora una cosa: non è che non si voglia guardare in faccia la squallida realtà nella quale galleggia il mondo della creatività, ma il tuo tono da saccente uomo di mondo la prossima volta cerca di tenerlo per te. Grazie.

  20. Erbaviola

    Parole sacrosante, sacrosantissime! E grazie Max per l’OTTIMA traduzione, è veramente merce rara oggi.

    Unica obiezione: chi scrive testi è trattato nel medesimo modo, non c’è differenza tra testi e immagini, almeno in Italia. Ci sono persino testate nazionali che non pagano, anzi sono quelle che lo fanno di più perché “in cambio” ti offrono la firma sul quotidiano nazionale.
    Io mi sono trovata persino nella situazione di vedere miei testi copincollati dal mio blog sul giornale di turno o su un altro sito, senza nemmeno chiedere. Risposta: ti facciamo pubblicità. Se gli rispondi: ah, ok, allora adesso entro all’Apple store, mi prendo un mac nuovo e non pago, perché poi gli faccio pubblicità, funziona? Ti guardano come fossi matta e si offendono anche, soprattutto gli italiani: come osi! Una redattrice di una testata online ha avuto anche la faccia di rispondermi: tra tanti che c’erano, abbiamo scelto proprio te, dovresti esserne felice!
    ah, che culo!

  21. franco D'addedda

    Hai perfettamente ragione, la cosa che poi fa indignare di più è che vorrebbero accontentarci mettendo il nostro nome sulla pubblicazione( cosa obbligatoria per legge citare l’autore!!!). Non si può andare avanti così, si facessero le loro belle foto con i cellulari, che a loro dire vengono benissimo.Facciamo rispettare

  22. Makiwaka

    Possiamo aggiungere che lo stesso discorso dovrebbe essere fatto per il software? Molti pensano che dato che già pagano per l’hardware, il software dovrebbe essere gratis.

    1. dom

      non capisco cosa centra il software con l’hardware!!! come dire , comprare l’ipad e volere le app gratis!!! viviamo in un’ epoca in cui il software e’ open source e l’hardware e’ on the cloud, ti devi chiarire un po’ le idee forse :)

  23. Cecilia Smanio

    Non so voi, ma io a quest’uomo farei un monumento. Ci sono tante e tali cose vere in quello ke dice ke questo testo andrebbe inserito alla fine di ogni portfolio e di ogni curriculum al momento della contrattazione x un lavoro. Che chi se lo trova in mano eviti di perdere e far perdere tempo prezioso.

  24. fabrizio bottaro

    Anche se sono solamente un fotoamatore rispetto profondamente e condivido assolutamente quanto da te scritto che, ricordo, vale per tutti i lavori. Basta sfruttamento della dignità professionale delle persone. Sapendo cosa vuol dire, in termini di sacrificio, portare a casa una bella foto ti appoggio in pieno.

  25. dom

    bel punto di vista il suo!!! dal mio punto di vista vedendo il suo sito web capisco che considera il web design nello stesso modo in cui lui stesso non vuole che gli altri considerino la fotografia, mi spiego meglio, il suo sito web “fa schifo” e su questo siamo tutti d’accordo, lui pensa che pagare per un sito web sia inutile e quindi si e’ fatto il sito da solo oppure l’ha pagato una miseria!! i fotografi sono tutti ipocriti!!

    1. FB_1825912038

      Scusami ma… che enorme sciocchezza!
      Il fatto che abbia un sito brutto, che per di più magari si è fatto da solo non significa che abbia necessariamente scarsa considerazione del web design: anzi, lo trovo indicativo di un atteggiamento corretto ed esattamente opposto a quello lamentato negli altri.
      Là dove la gente vuole tutto e lo vuole al prezzo che decide lei (in questo caso più prossimo allo 0 possibile) lui quantomeno si sarà fatto un sito da solo perchè magari non aveva il famoso budget da investire in un sito.

      Da web designer posso non gradire che un fotografo non capisca l’importanza di un sito fatto bene o non ne senta la necessità ma troverei peggio che venisse da me a dirmi “ho bisogno di un sito: fammelo tu che sei bravo ma gratis, poi io parlo ai miei amici di quanto sei bravo”. Quello è il comportamento da condannare e che lui lamenta. Se la signora da 66.000 sterline l’anno fosse uscita con il suo cellulare e avesse scattato foto da mettere sul sito della sua azienda perchè non aveva il budget, credo che Tony avrebbe potuto pensare che è un peccato che ormai si pensi di fare comunicazione senza investire in buoni fotografi, copywriter, grafici, ecc. ma certo non ci sarebbe un tentativo di “truffa” ai suoi danni… nè una presa in giro. Al massimo una scarsa considerazione del suo lavoro in generale.

      Trovo verissimo e legittimo quanto dici ma mi pare che non c’entri proprio nulla e che siano 2 discorsi assolutamente diversi.
      Se il sito uno se lo fa da solo può farmi schifo ma è un problema suo, è la SUA comunicazione che farà schifo. E’ chiaro che il discorso generale sia molto attiguo: perchè se uno ritiene che fare un sito sia una cosa che può approcciare da solo o col (mitico) cugino poi non gli darà valore e il giorno che deciderà di farne uno + bello lo chiederà a te a prezzo stracciato… ma è comunque un altro discorso.

  26. Alberto Carlo Manzella

    Tony non ti conosco ma so per certo che sei una persona da stimare!
    Mi dispiace solo che chi non si vergogna a chiedere l’elemosina in questo modo vile, non si vergognerà nemmeno leggendo queste righe perchè è senza morale purtroppo!

  27. Pingback: Sono un fotografo e non lavoro gratis « Onice Design

  28. Sergio Testini

    Quoto appieno… credo che questo sfogo sia calzante per tutte le professioni creative. Aggiungo che questo discorso dovrebbe valere anche per gli amatori, proprio perché lo fanno per “amore e passione” devo pretendere che il loro lavoro sia riconosciuto e valorizzato.

  29. Walter Ricardo Francone

    Mi sembra, se non ricordo male, un anno fa ho più,…era uscito un articolo “PIU’ o MENO” sulla falsa riga di questo…. fotografo inglese, UK fa figo hé…. traduzione con attacco al pezzo che dice… IL POST E DEL 27 AGOSTO… forse hanno dimenticato di mettere l’anno…! segue immediatamente dicendo… “sta facendo il giro del mondo rapidamente”… Con questo non voglio sminuire le ragioni per le quali detto fotografo “Tony Sleep” cade in questo sfogo straziante… è non ricordo bene, ma senza essere troppo diffidente spero che sia lo stesso fotografo di qualche anno fa…. Vedendo la situazione di stallo… non le sia rimasto altro che proporci lo stesso articolo…

  30. Pingback: No Budget, No Photos! Lo sfogo di Tony Sleep contro chi offre la gloria in cambio di compensi per le fotografie | Maxfear Images - Formazione Fotografica, Servizi Fotografici e News

  31. Stefano Beretta

    Temo che sia una piaga che affligge tutte le professioni intellettuali,
    Bisogna rispondere che pareri, consulenze e diagnosi vengono forniti negli orari di studio e dietro compenso.

  32. Angelo

    Il discorso non fa una piega e purtroppo è diventata una pratica molto diffusa. A queste persone io dico di farsele da soli con il loro smartphone e che le mie foto le tengo per me…

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